|
20 Novembre 2010
 |
Rieti in vetrina
http://www.rietinvetrina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4775:il-modern-automata-museum-di-montopoli-nel-sito-dedicato-ai-musei-della-regione-lazio&catid=40:attualita&Itemid=61
Il Modern Automata Museum di Montopoli di
Sabina è stato scelto per la pagina "Buona gestione del mese", nel sito
dedicato ai Musei della Regione Lazio.
Un riconoscimento veramente gradito, frutto della collaborazione con gli
artisti, con i collaboratori, con gli amici del Museo e soprattutto con i
funzionari della Provincia e della Regione.
Nella speranza di fare meglio in futuro, questo riconoscimento è dedicato
a tutti i bambini che hanno realizzato il loro primo automata.
L'Associazione Culturale Modern Automata Museum spera anche di poter avere
la fortuna di una sede più grande di quella attuale (una stanza), per
poter meglio esporre, ampliare e conservare le collezioni e per poter
avviare in sede le attività didattiche, informative e di laboratorio sia
per i ragazzi che per gli adulti.
Per festeggiare questo importante riconoscimento, l'Associazione Culturale
Modern Automata Museum vi invita sabato 27 novembre, nella sede appena
ristrutturata, per un’apertura straordinaria, dalle ore 16,00 alle 18,00.
http://www.culturalazio.it/site/it-IT/Community/Buone_Gestioni/Buone_Gestioni/museo_montopoli_sabina.html
è il link al sito della Regione Lazio.. |
|
Settembre 2008
Aquiloni
Automata
 |
Festival della letteratura di Mantova -
www.festivaletteratura.it
- autori
http://www.festivaletteratura.it/2008/schedaautore2008.php?autid=1699
Guido Accascina, personaggio poliedrico e affascinante,
che ha saputo fare della semplicità un’arte e del gioco uno stile di vita,
realizzando con coraggio un progetto in cui pochi prima di lui si erano
cimentati.
Tutto ha inizio con un pacco che viaggia da San Francisco fino a Palermo:
è il 1981, l’Italia e l’America sembrano appartenere a due periodi storici
diversi, Accascina è un giovane ingegnere palermitano e quel pacco è
indirizzato a lui, da parte di suo fratello.
Quella scatola non soltanto racchiude un gioco nuovo ma muta sensibilmente
il corso della sua vita.
Gli viene in mente di progettare, costruire, far volare e vendere
aquiloni, il tutto senza intermediari, liberamente - un “one man work”
come dice lui stesso - e non si limita ad immaginare questa possibilità,
ma la realizza: nasce così Alivola, impresa specializzata nella
costruzione e nella distribuzione di aquiloni, giocoleria, giochi d’aria.
Si mette a studiare le tecniche di progettazione ed il design degli
aquiloni direttamente dai cataloghi – le uniche fonti che riesce a trovare
- e, vista la scarsità di materiale informativo, decide di scriverselo lui
un libro sugli aquiloni che ancora oggi (pubblicato da Stampa Alternativa)
è un must per gli addetti ai lavori e non solo.
La popolarità degli aquiloni col tempo cresce a dismisura e Guido
Accascina ne è oggi uno dei più quotati e stimati progettisti, nel
frattempo si è trasferito insieme alla ditta Alivola a Montopoli di
Sabina, in provincia di Rieti.
Come i bambini, quando scopre qualcosa di nuovo e affascinante, Accascina
la vuole capire, possederne le tecniche e scoprirne i segreti. E’ successo
così anche con gli automata, piccole sculture animate in carta, legno o
metallo, che attraverso complicati congegni meccanici, realizzano dei
semplici movimenti insieme buffi e affascinanti. Guido Accascina li ha
scoperti durante una visita al Cabaret Mechanical Theatre di Londra dove
sono esposti quelli realizzati dai migliori artisti come Paul Spooner e
Peter Markey e da allora non li ha più abbandonati.
Il numero di automata che si possono costruire è potenzialmente infinito,
solo per fare qualche esempio: la coppia che si bacia e l’automata che
riproduce il movimento delle onde, l’orchestrina, l’elefante che fa un
balzo alla vista del topolino, il leopardo che si mimetizza dietro l’erba
della savana, la tartaruga che nella celebre corsa supera la lepre
avvalendosi dell’aiuto di un’automobile.
Gli automata sono delle piccole sfide, c’è chi li compra già “bell’e
fatti” e si accontenta di fare girare la manovella ma anche chi sceglie di
costruirli a casa, optando per le scatole con gli automata in kit di
montaggio.
Nel 2001 Guido Accascina e Marina Gigli danno vita a Montopoli di Sabina
ad un vero e proprio museo di automata, il “ Modern Automata Museum” che
vanta circa 200 pezzi realizzati da artisti provenienti da diverse parti
del mondo (italiani, francesi, tedeschi, giapponesi, canadesi, americani).
“Si tratta dell’unico museo” dice ironicamente Accascina “dove
non sono gli utenti a muoversi tra le opere, quanto le opere che si
muovono mentre i visitatori stanno fermi ad ammirarle!”.
Bibliografia Sintetica
Aquiloni, Stampa Alternativa, 1996
|
|
Febbraio 2008
Aquiloni
Automata
 |
Zoe Magazine - zoemagazine.net
Una piccola visione del mondo in un giro di
manovella
di Alli Traina
In una società che va di fretta, dove non c’è
tempo per fermarsi a pensare, dove si vince se si ottiene “tutto e subito”
e dove quel che conta è il risultato e non la sostanza, è ancora possibile
elaborare un punto di vista personale e “perdere tempo” per sperimentarlo?
In altre parole, è possibile ritornare a quel
concetto di semplicità che ha in sé tutto lo sforzo e la fatica della
complessità? C’è chi alla propria realizzazione ha cercato di dare una
forma personale e creativa, affrontando scelte e sfide con l’ironia e la
leggerezza di chi sa ancora giocare.
Si tratta di Guido Accascina, personaggio
poliedrico e affascinante, che ha saputo fare della semplicità un’arte e
del gioco uno stile di vita, realizzando con coraggio un progetto in cui
pochi prima di lui si erano cimentati. Tutto ha inizio con un pacco che
viaggia da San Francisco fino a Palermo: è il 1981, l’Italia e l’America
sembrano appartenere a due periodi storici diversi, Accascina è un giovane
ingegnere palermitano e quel pacco è indirizzato a lui, da parte di suo
fratello. Se fosse la scena di un film, potrebbe farsi un primo piano sul
volto del giovane palermitano e seguirne le espressioni che cambiano
lentamente mentre apre la scatola: prima non capisce, vede colori e
materiali sconosciuti, poi intuisce, si incuriosisce e, quando si ritrova
fra le mani un aquilone (di quelli che a Palermo neanche se ne immaginava
l’esistenza) ed un catalogo, gli si dipinge sul volto quel “senso di
meraviglia” a cui fa spesso riferimento nel descrivere i ricordi più cari
che gli hanno svelato nuove emozioni e intensità. Quella scatola non
soltanto racchiude un gioco nuovo ma muta sensibilmente il corso della sua
vita. Gli viene in mente di progettare, costruire, far volare e vendere
aquiloni, il tutto senza intermediari, liberamente - un “one man work”
come dice lui stesso - e non si limita ad immaginare questa possibilità,
ma la realizza: nasce così Alivola, impresa specializzata nella
costruzione e nella distribuzione di aquiloni, giocoleria, giochi d’aria.
Sembra che per l’ingegnere palermitano rivoluzionare la propria esistenza
seguendo i suoi colpi di genio – così definisce l’idea che l’ha portato a
fondare la sua azienda – non sia poi così complicato.
La semplicità con cui racconta di avere capito
che poteva investire sugli aquiloni in un momento (gli anni 80) in cui in
Italia erano pressoché sconosciuti ed in cui non esistevano che pochi
libri sulla materia, fa sembrare semplice quello che per la maggior parte
della gente rappresenterebbe solo un groviglio di problematiche, limiti
imprescindibili ed ostacoli invalicabili. Si mette a studiare le tecniche
di progettazione ed il design degli aquiloni direttamente dai cataloghi –
le uniche fonti che riesce a trovare - e, vista la scarsità di materiale
informativo, decide di scriverselo lui un libro sugli aquiloni che ancora
oggi (pubblicato da Stampa Alternativa) è un must per gli addetti ai
lavori e non solo. La popolarità degli aquiloni col tempo cresce a
dismisura e Guido Accascina ne è oggi uno dei più quotati e stimati
progettisti, nel frattempo si è trasferito insieme alla ditta Alivola a
Montopoli di Sabina, in provincia di Rieti.La ricetta del suo successo
sembra stare nella particolare caratteristica della sua indole che si
condensa in quella capacità di stupirsi e meravigliarsi tipica dei
bambini. E come i bambini, quando scopre qualcosa di nuovo e affascinante,
Accascina la vuole capire, possederne le tecniche e scoprirne i segreti.
E’ successo così anche con gli automata,
piccole sculture animate in carta, legno o metallo, che attraverso
complicati congegni meccanici, realizzano dei semplici movimenti insieme
buffi e affascinanti. Guido Accascina li ha scoperti durante una visita al
Cabaret Mechanical Theatre di Londra dove sono esposti quelli realizzati
dai migliori artisti come Paul Spooner e Peter Markey e da allora non li
ha più abbandonati.Li definisce “una piccola visione del mondo in un
giro di manovella”, spiegando che “è un’idea che viene spontanea se
li si paragona agli haiku giapponesi, che possono definirsi una piccola
visione del mondo in tre brevi versi. L’automata compie un’azione che si
ripete a ogni giro di manovella e all’interno di questo ciclo si racconta
una storia molto semplice e breve che tuttavia, come gli haiku, è
preceduta da uno studio e un lavoro estremamente vasto”.Come gli haiku
(l’antichissima forma poetica giapponese di tre versi composti
rispettivamente da cinque, sette e cinque sillabe) gli automata
rappresentano delle immagini, dei movimenti, una visione rapida ed
essenziale della realtà, raccontano piccole storie che tuttavia nascondono
ed ispirano lunghe riflessioni sulla natura e sulle cose.
“Per costruire un automata moderno ci
vogliono spesso anni di lavoro: dall’intuizione iniziale al pezzo finito
c’è un percorso complicatissimo” spiega Accascina “per questo chi
progetta automata elabora quasi naturalmente un diverso modo di vedere la
realtà. Si ripensa completamente all’origine delle cose e dei movimenti,
si scompongono e si alterano i meccanismi per arrivare comunque ad avere
lo stesso effetto visivo: per esempio quando si mescola lo zucchero nel
caffè sono coinvolti un centinaio di muscoli, per farlo fare ad un
automata, invece, basta mettere un bastoncino sotto il cucchiaino che, in
un unico movimento, fa muovere il cucchiaino, la mano che lo tiene e tutto
il corpo. Come con gli haiku l’artista deve tagliare, ridurre tutto il più
possibile, finché il pensiero complesso si traduce in quei tre piccoli
versi o in quel giro di manovella che poi racchiudono tutto un mondo”.Il
numero di automata che si possono costruire è potenzialmente infinito,
solo per fare qualche esempio: la coppia che si bacia e l’automata che
riproduce il movimento delle onde, l’orchestrina, l’elefante che fa un
balzo alla vista del topolino, il leopardo che si mimetizza dietro l’erba
della savana, la tartaruga che nella celebre corsa supera la lepre
avvalendosi dell’aiuto di un’automobile.Gli automata sono delle piccole
sfide, c’è chi li compra già “bell’e fatti” e si accontenta di fare girare
la manovella ma anche chi sceglie di costruirli a casa, optando per le
scatole con gli automata in kit di montaggio.“Si tratta di giochi
che hanno poco a che fare col modo con cui si fanno le cose adesso, in
cui si spinge un bottone e tutto funziona: sia per gli aquiloni che per
gli automata bisogna impegnare la testa, la fantasia, la manualità, le
abilità corporee, insomma il corpo e la mente ne rimangono totalmente
coinvolti.”.C’è, poi, un aspetto buffo e soprattutto un senso di
velata ironia che scaturisce a ogni “giro di manovella” eppure, riflette
Accascina, “dove succede questo passaggio nessuno l’ha ancora capito,
del resto è la caratteristica stessa dell’ironia: appena uno ne parla,
sparisce!”.Nel 2001 Guido Accascina e Marina Gigli danno vita a
Montopoli di Sabina ad un vero e proprio museo di automata, il “ Modern
Automata Museum” che vanta circa 200 pezzi realizzati da artisti
provenienti da diverse parti del mondo (italiani, francesi, tedeschi,
giapponesi, canadesi, americani).“Si tratta dell’unico museo” dice
ironicamente Accascina “dove non sono gli utenti a muoversi tra le
opere, quanto le opere che si muovono mentre i visitatori stanno fermi ad
ammirarle!”.Il piacere della lentezza, l’ironia e la semplicità che
caratterizzano questi giochi sembra siano contagiosi: pare che una volta
“imparato a giocare” non si possa più fare a meno di guardare alle cose in
un modo diverso, lasciando che siano le nostre attività a condizionare lo
scorrere del tempo e non viceversa.
|
|
Settembre 2006
|
Guida ai Musei della
Provincia di Rieti
Modern Automata Museum: la
meraviglia dell'ingegno
a cura di Priscilla Armellin
Presso il Castelletto di
Vezzano a Montopoli sabina è stato recentemente aperto al pubblico un
Museo dedicato agli automi. la collezione comprende circa duecento
sculture in legno, carta , bronzo ed altri materiali, movimentate grazie a
congegni meccanici, azionabili a manovella.
Le opere, realizzate da
artisti stranieri ed italiani, propongono una grande varietà di soggetti e
di temi, frequentemente affrontati con spirito ironico. Un importante
nucleo è costituito da opere ispirate al tema contro l'idea della guerra".
Una parte degli automi è destinata ad un'esposizione itinerante, già
ospitata presso molte città italiane e straniere |
|
6 Agosto 2006 |
L'avvenire
Automi, macchine della poesia
di Roberto Beretta
Modern
Automata Museum : dove potrebbe aver sede un’istituzione del genere:
Chicago? Sydney? Berlino? No: sta in fondo a una discesa ripida e sterrata
a Montopoli Sabina, a due passi dall’antica abbazia di Farfa, nella ex
stalla di un poderoso casale del Duecento. Ma il contrasto prosegue del
resto all’interno, dove il visitatore s’aspetta quanto meno dei robot, o
comunque marchingegni pulsanti di spie e intrecciati d’elettronica,
insomma le solite diavolerie autofacenti chissà che e magari con qualche
chip d’intelligenza artificiale celato sotto la corazza hi tech; e
invece trova 200 personaggi umili e strampalati, costruiti in carta e
legno per lo più, che al top della tecnologia ostentano qualche albero a
camme e soprattutto... vanno a manovella! E sarebbero questi gli «automi
moderni»?!
Eppure, per
chi è poeta (e anche un po’ meccanico) la delusione non dura nemmeno il
tempo di pigiare il bottone rosso sotto ogni teca ed azionare il motorino
– unica deroga alla manualità – che far muovere liberamente gli automi; ed
ecco Icaro volare, il Cavaliere Rosso partire al galoppo, un cane che fa
surf e il nonno che trotta sulle ginocchia il nipotino: tutte cose
affettuose e fantastiche che ormai solo un automa può ripetere
all’infinito senza stancarsi. «Gira la manovella, vedrai l’avventura del
mondo – e qualche volta anche la tua», ha scritto del resto uno dei 20
artisti di varie parti del mondo che si dedicano (alcuni in modo
esclusivo) alla costruzione di «automata moderni» come quelli qui esposti.
Guido
Accàscina alla sua manovella ha dato di volta una ventina d’anni fa,
decidendo di lasciare la professione d’ingegnere nella natìa Sicilia per
intraprendere – primo in Italia – l’attività di aquilonista: già,
costruttore di aquiloni. Ma, a fianco del lavoro
chiamiamolo "serio" (oggi la sua Alivola fornisce dalla sperduta
Montopoli Sabina ben 600 negozi con «giochi d’aria» e attrezzi di
giocoleria importati dalla Cina), ha trovato posto da nemmeno 5 anni il
museo: l’unico del genere al mondo, eccetto un altro esistente in
Giappone. Ce n’era un terzo in verità a Londra, il
Cabaret Mechanical Theatre
presso il Covent
Garden; ma oggi ha chiuso; non prima peraltro di far scoccare la galeotta
scintilla per gli ipnotici ingranaggi al turista Guido e alla sua compagna
Marina Gigli. Tornati al casolare e accesi di passione per quegli strani
oggetti «fatti come noi: con la parte meccanica sotto e
quella irrazionale sopra», i due costruirono da autodidatti una sorta di
automa autoritratto – due pupazzi che si prostrano davanti a una sedia
vuota con la scritta: «Gira 100 mila volte e qualcosa apparirà» – e lo
spedirono a Paul Spooner: il «guru» del genere, uno che (tanto per dire il
livello intellettuale di questi aggeggi) si è ispirato al quadro del
pittore ottocentesco Ingrès «Il bagno turco, per comporre una macchina un
pò surreale e un po’ nichilista, nella quale burattini nudi e
disarticolati sono sollevatisu e giù dentro una coppa da un asino che gira
in eterno la sua macina. Titolo: «Zuppa turca». Insomma, i due italiani
conquistavano così il contatto
per entrare nel mondo esclusivo degli automata artists.
Perché all’estero il genere va forte: e se in Giappone funzionano quelli
di carta, da autocostruire, soprattutto nel mondo anglosassone c’è chi
campa solo costruendo, esponendo e vendendo questi giocattoli ironici e
filosofici, in kit oppure già montati e dipinti. Keith Newstead ad esempio
ha venduto ben tre milioni di esemplari dei suoi semplici ma geniali
automata cartacei, e un successo in scatola di montaggio ha registrato
pure la lignea «macchina delle onde» creata dallo scultore Peter Markey:
un marchingegno a manovella che riproduce il moto del mare agitato, con
tanto di barchette a cavallo dei flutti, e in alto un gabbiano a
volteggiare instancabile. Da Brema invece Walter Ruffler spedisce in tutto
il mondo le sue
papier maschinen
in
cartoncino, tra cui una parodia dei «Suonatori di Brema» con l’asino alle
tastiere e un geniale «Wimbledon» dove gli spettatori seguono una partita
a tennis voltando simultaneamente la testa di qua e di là, di qua e di
là... Ma cosa dire delle invenzioni di Rob Ives? Il maiale volante, la
mucca che rumina e – magari più surreali – la pecora sciatrice e l’insetto
che fa surf sul Web; fino a «Impazienza»: una mano, sempre a manovella,
che batte all’infinito il dito indice sul tavolo. difficile spiegare che
cosa siano questi oggetti stravaganti (un
poco di più si capisce visitando le animazioni del sito Internet che porta
lo stesso nome del museo). «Macchine inutili» alla Tinguely? Sì e no.
Specie di carillon ottocenteschi? Gli manca la musica. Marionette a camme?
«I burattinai ci chiamano "cugini"»,
viene in aiuto Accascina.
Certo, in un mondo che ormai va tutto a motore, queste sculture meccaniche
in movimento sono riproduzioni «creative» di un reale a misura più umana –
o anche più animale. Basta ammirare ciò che l’architetto inglese Neil
Hardy ha creato dedicando alcuni automi a possibili «scherzi»
dell’evoluzione: un ippopotamo che fa capolino dalla chioma di un albero,
il pinguino a pois, il pipistrello
timido, l’elefante capace di sollevarsi sulla proboscide e persino la
pecorella che all’occasione tira fuori dentacci da lupo... Mentre Malcom
Brook estende l’ironia al mondo del potere, con un messaggio pacifista: il
suo re fa ridicole e sonorissime pernacchie, degli aviatori atterrano
senza soluzione di continuità sulla portaerei che è un ferro da stiro.
Peccato dunque che adesso un museo
tanto originale minacci di chiudere: «La nostra sede è difficilmente
raggiungibile – allarga le braccia Accascina – e non ha nemmeno i servizi
adatti per accogliere comitive. Abbiamo chiesto al Comune una sistemazione
adeguata, ma non ci sembra interessato...». Eppure le possibilità
sarebbero molte. Per dirne una, un paio d’anni fa Guido e Marina hanno
chiesto agli artisti amici – anche qualche italiano – di realizzare
automata sul tema della guerra; hanno risposto in 16 e le loro opere hanno
poi girato in mostra in Italia e all’estero (l’ambasciatore di Montecarlo
ha persino chiesto un gemellaggio col museo). Uno di questi giocattoli
nonviolenti riproduce i passeggeri di un pullman saltato in aria a
Sarajevo: giri la manovella e i passeggeri tremano – non si sa se di
paura o per l’esplosione. Un altro meccanismo, funzionante a contrappesi,
fa alzare un muro invalicabile tra due file di uomini che fino a un
momento prima camminavano fianco a fianco. Un terzo artista ha
rappresentato un cowboy che fa rodeo a cavalcioni di un missile
«intelligente» ma evidentemente impazzito, un altro ancora la colomba che
vola affannata in tuta mimetica. Ma in fondo non è nemmeno necessario un
messaggio esplicito o ideologico, come nell’ironico automa intitolato «La
politica del mercato del lavoro»: un’enorme mano che schiaccia
ripetutamente l’operaio... Infatti i bambini delle scuole che giungono fin
qui (oppure quelli che ospitano i laboratori in cui s’impara a costruire
un automa moderno) capiscono al volo queste macchine della poesia capaci
di far volare i draghi e le sirene, di offrire un bicchierino di rhum alla
lingua famelica di un formichiere, di riprodurre il paradiso come un
gattone acciambellato nelle cui fauci si riversano pesci a ripetizione: si
tratta di una «piccola visione del mondo in un giro di manovella».
E, a lasciarsi prendere dal gioco, vien quasi da credere che non sarebbe
poi così male la vita alla lenta tecnologia del gira e rigira. |
|
6 Agosto 2006
|
L'avvenire
La storia
di Roberto Beretta
Dal Pontefice al «Turco» 25 secoli di robot. Il primo automa di cui la
storia tramandi il ricordo fu una colomba, costruita in legno da
Archita di Taranto, filosofo pitagorico del V secolo a.C.: riempita d’aria
compressa, una valvola le permetteva d’innalzarsi in volo a reazione.
Qualche secolo più tardi, ad Alessandria d’Egitto, il genio Erone scriveva
il suo Automata, in cui presentava tra l’altro un
progetto di teatro semovente a contrappesi. L’eredità degli automi passò
quindi agli arabi: nel XIII secolo Al Jazari produceva clessidre animate,
ma già tre secoli prima papa Silvestro II alias Gerberto di
Aurillac (che aveva studiato matematica in Spagna nelle scuole islamiche)
era considerato uno stregone per le sue «teste parlanti». Anche Alberto
Magno del resto, il maestro di san Tommaso d’Aquino, pare avesse
fabbricato un androide semovente. Di origini medievali sono pure gli «jaquemart»,
gli uomini metallici deputati a battere le ore con un martello negli
orologi monumentali. Oltre a Filippo Brunelleschi e a Leon Battista
Alberti, il
Rinascimento tramanda poi tra i cultori di automi il nome di Giannello
della Torre, peritissimo artigiano di Cremona che alla corte di Carlo V
costruiva incredibili giocattoli a ingranaggi. Al pieno Settecento fanno
data invece le creazioni antropomorfe di Jacques Vaucanson, tra cui uno
straordinario suonatore di flauto che fece il giro delle corti dell’epoca;
mentre il celebre «Turco», che nello
stesso torno di tempo si esibiva giocando a scacchi, era un meschino
falso: lo muoveva infatti un "compare" nascosto tra i meccanismi. Ma siamo
ormai agli albori del robot; che nasce ufficialmente (almeno come termine)
nel 1924, dal ceco Karel Capek:
un commediografo però, non un meccanico. |
|
24 Giugno 2003 |
Rhienische Post
Ein Golfspieler, der die Sense schwingt
Wie niedlich, ein Rodeoreiter. Auf den ersten Blick wirken die
mechaniischen Holzfiguren wie siilles Spiellzeug. Erst bei naherem
Hinsehen entthiillen die Objekte der Ausstellung in der Johanneskirche
ihre schreckliche Doppeldeutigkeit: Der Cowboy reitet Rodeo auf einer
Bombe, und das iiber der Landkartedes Irak.
"Gegen die Idee des Krieges. Meechanische Skulpturen" - so das Theema der
Ausstellung, die 15 Objekte von Kilnstlern aus verschiederien Landern
zeigt. Die Objekte nutzen kiinetische Energie, also einfach kurz die Hand
vor den Bewegungsmelder halten - und die bunten Holzarbeiten legen los:
Wiegen, die wie Grabsteine aussehen, schaukeln hin und her. Ein
Golfspieler schwingt eine Sense. Eine Palme schiittelt sich im "Desert
Storm", eine Anspielung auf die ameerikanische Militaroffensive. "Die
Exxponate beziehen sich zum Teil auf reale Kriege", sagte Superintendentin
Sabine Menzfeld, die die Ausstellung er6ffnete. "Beispielsweise auf
Afghaanistan und auf den Irak."
Ziel der Ausstellung ist es, "den Menschen begreiflich zu machen, das im
Kleinen jeder etwas gegen Krieg tun kann", sagte Menzfeld. "Und sie soll
zeigen, das Krieg falschlicherweiise bei vielen Menschen mit Sport und
Spiel assoziiert wird." .
Die Ausstellung "Gegen die Idee des Krieges. Mechanische Skulptuuren" ist
noch bis Mittwoch, 30. Juli, im Foyer der Johanneskirche,
MartinnLuther-Platz 39, zu sehen.
|
|
5 Maggio 2003 |
Taz
Kinderkrippen im Wind
In der Ausstellung "Gegen die Idee desKrieges" ruchen Krieg und Spielerei
dicht aufeinander – und heben sich dadyrch umso kenntlicher voneinander ab
Auf den ersten Blick wirkt es wie liebevoll von Hand gearbeitetes
Spielzeug: Eine kleine Rakete steht da, langsam offnet sich die Luke,
mechanisch. Im RaketennInneraum dann ein durchbohrrtes Herz, das wie ein
Motor die Offnung in Gang setzt. Ober dem Herz ist in den Kopfteil der
Rakeete der Erdball eingepasst. Malcolm Brook hat diese mechaniische
Skulptur gebaut und nennt sie "mechanische Poesie':
Sechzehn mechanische Skulppturen von insgesamt vierzehn Kunstlern sind
derzeit im Kapitel 8 an der Domsheide zu sehen. Auf Initiative des Modern
Automata Museum in Rom wurde die Wanderausstellung mit dem Tiitel "Gegen
die Idee des Krieges" zusammengestellt. Der Titel der Ausstellung ist bei
allen Exponaaten Programm: Bei Paul Spooner wiegen sich Kinderkrippen im
Wind und sind dabei angeordnet wie die Kreuze auf einem Soldaatenfriedhof.
Luca de Pascalis Iasst einen Sensenmann mit seiner Sense Golf spielen. Und
der Breemer Walter Ruffler setzt einen amerikanischen Munchhausen auf eine
Rakete und Hisst dazu "Blowin' in the Wind"von einer Drehorgel klimpern:
Krieg und Spielerei rucken in der Ausstelllung dicht aufeinander. Und
heeben sich dabei umso kenntlicher voneinander ab. KlI Offnungszeiten:
Mo-Fr 12.30 bis 18.30 Uhr, Sa 11-14 Uhr. Bis zum 17. Mai
|
|
4 Maggio 2003 |
Mix
Gegen den Krieg
Im Evangelischen Informationsszentrum »Kapitel 8« ist noch bis Sa. 17.5.
eine auBergewohnliche Ausstellung zu besichtigen: »Geegen die Idee des
Krieges« lautet derTitel. Zu sehen sind mechaniische Skulpturen aus dem
Autoomatenmuseum bei Rom.
Im Dezember vergangenen Jahres wandte sich das Modern Automata Museum in
Montopoli an KOnstler mechaniseher Skulppturen mit der Bitte, si eh an
einer Wanderausstellung zum Thema »Gegen die Idee des Krieges« zu
beteiligen. 14 internationale KOnstler stellten ihre Objekte zur VerfOgung.
Alle Modelle sind beweglieh und werden dureh eiinen Elektromotor
angetrieben. Naeh ihrer Eroffnung im Februar in Rom und ansehlieBender
Statiion auf Sehloss NeuenbOrg hat der Bremer AutomatenkOnstler Walter
Ruffler die Ausstellung nun naeh Bremen geholt.
Mechanisehe Skulpturen sind insbesondere in England verbreiitet und
beliebt. Vier bekannte britisehe KOnstler sind aueh in Bremen vertreten:
Paul Spooner, Keith Newstead, Peter Markey und Andy Hazell. Die Modelle
erzahlen jeweils eine Gesehiehte, fOr die die Bewegung unerlasslieh ist:
Wenn sieh bei Marina Giglis Skulptur »The Wall« die Mauer hebt und senkt
und somit eine Gruppe von zufallig verteilten Mensehen getrennt
odervereint wird, sagt das mehr als viele Worte.
Geoffnet ist die Ausstellung im »Kapitel 8«, Domsheide 8, von Montag bis
Freitag jeweils von 12.30 bis 18.30 Uhr, samsstags von 11.00 bis 14.00 Uhr.
|
|
24 Aprile 2003 |
Stadt Kuriel
Die Ruhe nach dem Sturm
Im Kapite18 ist auch eine Wanderausstellung des Modern Automata Museum in
Montopoli bei Rom zum Thema "Gegen die Idee des Krieges" zu sehen. 14
Kunstler, unter anderem Walter Ruffler aus Bremen, stellten 15 mechanische
Skulpturen zur Verfugung.
|
|
13 April, 2003 |
Weser Report
Skulpturen gegen die Idee des Krieges
(eb) Im Dezember 2002 wandte sich das Modern Auutornata Museum in
Montopoli bei Rom an uber 20 KunsttIer mit der Bitte, sich an einer
Wanderausstellung zum Theema "Gegen die Idee des Krieeges" zu beteiligen.
14 KunsttIer, unter anderem der Breemer Walter Ruffler, stellten 15
mechanische Skulpturen zur Verfugung. Alle Skulpturen sind beweglich und
werden durch eirien EIektromotor anngetrieben, der uber einen
Beewegungsmeider gesteuert wird. Tritt ein Betrachter vor die Skulptur,
setzt sich der Mechanismus in Bewegung. Die Skulpturen sind bis zum 17.
Mai im KapiteI 8 zu sehen.
|
|
4 Aprile 2003 |
Bremer Kirchenzeitung
Der Diktator vergiest ein paar Krokodilstranen, wahrend er eine leb~ lose
Figur im Arm hall, US-Cowboys reiten auf Flugzeug und Rakete, einè Mauer
hebt und senkt sich (Bild unten):, "Gegen die Idee des Krieges" richtert
sich die mechanischen SkulptureIÌ, die noch bis zum 17. Mai im
evangeliischen Wormationszentrum Kapitel 8 zu sehen sind. Kunstvoll
gestaltet und mit bitterem Witz setzen sie sich in Beewegung, sobald
jemand vor die Vitrine tritt. Ein eingebauter Bewegungsmellder macht's
moglich. Ein gutes Duttzend Kiinstler hat sich an diesem Proojekt des
Modero Automata Museum in Montopoli bei Rom beteiligt, darunter auch der
Bremer Walter Rufller. Breemen ist der zweite Ort in Deutschland, wo diese
verspieltlung zu sehen ist - Montag bis Freitag von 12.30 bis 18.30,
Samstag 11 ,bis 14 Uhr im Kapitel 8, Domsheide 8. '
|
|
3 Aprile 2003 |
Bremen Anzeiges
"Gegen die Idee des Krieges" heiBt eine Ausstellung im Bremer
evangelischen Informationszentrum "KapiteI8". Bis zum 17. Mai bewegen sich
hier 15 Skulppturen aus dem Automatenmuseum in Rom. 14 Kunstler setzten
sich mit dem Krieg auseinander und fertigten mechanische Kunstwerke, die
uber einen Elekktromotor und Bewegungsmelder gesteuert werden. So werden
"intelligente Raketen" scharf wenn man sich nahert oder ein "amerikanisches
Rodeo" beeginnt mit einer Bombe als Bulle. Bis zum 26. Aprii kann zudem
eine Installation von Gustav Tilmann mit Bildern von Opfern des
Irak-Kriegs gesehen werden. Offnungszeiten fUr beide Ausstellungen: Montag
bis Freitag von 12.30 bis 18.30 Uhr und sonnabends zwischen 11 und 14 Uhr.
|
|
24 Marzo 2003 |
Wu - Statd Eilmurier
Gegen die Idee des Krieges
Wanderausstellung im Kapitel 8 Eine ungew6hnliche Wanderausstellung gegen
den Krieg und Fotos aus dem Irakkkrieg sind zurzeit im "Kapitel 8" zu
sehen.
1m Dezember vergangenen Jahres wandte sich das Modern Automata Museum in
Montopoli bei Rom an mehr als 20 Kunsttler mit der Bitte, sich an einer
Wanderaussstellung zum Thema "Gegen die Idee des Krieges" zu beteiligen.
Vierzehn Kunstler, unter anderem auch Walter Ruffler aus Breemen, stellten
funfzehn mechanische Skulppturen zur Verfugung. Diese sind noch bis
Sonnabend, 17. Mai, im Kapitel 8 am Domsshof zu sehen.
Alle Skulpturen sind beweglich und werrden durch einen Elektromotor
angetrieben.
|
|
21 Febbraio 2003 |
Corriere di Rieti
La storia
di R.d.C.
Nel caso in cui a qualcuno venisse voglia di fare un giro tra le verdi
campagne della Bassa Sabina e allo stesso tempo avesse bisogno di uno
spunto per capire cosa vuol fare da grande, la tappa è obbligata.
A Montopoli di Sabina, 40 km dall’uscita A1 per FianoRromano, sorge dal
1981, tra le mura del Castello di Vezzano costruito nel l’IX secolo dai
monaci dell’Abbazia di Farfa, l’Alivola, un’azienda, o meglio l’unica in
Italia, impegnata nella costruzione e nel commercio di aquiloni.
Ma questi, che hanno dato il via all’impresa di Guido Accascina e Marina
Gigli, pur essendo le uniche volanti non sono le sole sculture presenti
all’Alivola.
Dal 2001, l’azienda che già nel 1997 aveva allargato il suo raggio di
competenza (trattando la vendita di ed, in alcuni casi, la creazione di
articoli del’arte circense e, in tema con il filo conduttore che percorre
l’intera storia dell’Alivola, di giochi d’aria) ha dato vita ad un museo
di "sculture in movimento".
Il "Modern Automata Museum" accoglie infatti oltre 200 automata, questo è
il nome delle opere realizzate da artisti internazionali con più materiali
e la cui particolarità risiede nell’essere "animate" dai visitatori del
museo.
|
|
21 Febbraio 2003 |
Corriere di Rieti
Museo degli Automata, gioielli da non perdere
A completare il quadro di originalità in cui si colloca l’Alivola, è sorto
2 anni fa un Museo degli Automata, sculture di legno, carta o metallo che
vengono azionate dal visitatore, premendo un pulsante che ne avvia il
meccanismo.
L’idea una volta è stata di Guido Accascina e Marina Gigli, in seguito ad
una visita fatta al "Cabaret Mechanical Theatre" di Londra in cui, negli
anni Ottanta, erano esposti i lavori dei costruttori di Automata. "Alla
vista di quelle opere, io e mia moglie abbiamo pensato che non potevano
non entrare a fra parte della nostra vita. Così abbiamo preso i primi
contatti con gli artisti e nel 2001 abbiamo autonomamente realizzato il
Museo".
La collezione di Automata, creati da 15 artisti provenienti da ogni parte
del mondo, dall’America all’Europa fino al Giappone, è composta da 200
esemplari, 100 dei quali sono esposti stabilmente nella sede di Montopoli,
mentre l’altra metà è "racchiusa" in un museo itinerante che gira il
mondo.
Il "Modern Automata useum" è unico nel suo genere per bellezza ed
originalità. Ogni scultura rappresenta un momento della vita, della storia
e della fantasia che appartengono sia al mondo umano che a quello animale.
Passeggiando tra le sculture può capitare di vedere un nonno di legno che
gioca con il nipotino dondolandolo sulle ginocchia al tempo della melodia
"Cavallino arrò arrò" o scorgere un gatto di carta che, "cabarettando"con
il proprio cibo, si cimenta in un numero degno del miglior equilibrista e
così via, per 98 volte ancora.
"Alcuni arrivano già montati, per altri occorre invece provedere al
montaggio. Per questa fase – specifica Guido Accascina – proponiamo anche
dei laboratori tenuti dagli artisti a chiunque volesse intraprendere
l’arte degli automata". Attualmente il Museo è impegnato nella
realizzazione di una mostra "Contro l’idea della guerra". La decisione di
organizzare l’evento è nata nel dicembre del 2002, in seguito all’elezione
di Bush junior a presidente degli Stati Uniti. "Ricordo – afferma
l’ingegnere Accascina – di aver subito comunicato la mia decisione agli
artisti, chiedendo ad ognuno di loro di realizzare un automata contro la
guerra. Era venerdì. Il lunedì successivo avevo già ricevuto dei bozzetti
a tema". La mostra, composta da 15 pezzi, come spiega l’ideatore, sarà
inaugurata oggi al Museo Explora in Via Flaminia 80 a Roma e si protrarrà
fino al 2 marzo, inoltre la visita non comporta un costo ulteriore, ma è
compresa nel biglietto di ingresso di Explora.
"Il nostro obiettivo – continua Accascina – è trasmettere la nostra
opposizione alla guerra in maniera universale, è per questo che speriamo
che la mostra giri tutto il mondo. Dopo l’esposizione a Roma, partirà per
la Germania, al solo costo del trasporto e del montaggio e sarà
disponibile per tutte le istituzioni che ne faranno richiesta". Quindi,
una rassegna di sculture animate dai visitatori, un pulsante per attivare
un meccanismo e un tema, quello della guerra, che con l’interattività che
caratterizza gli automata, non poteva sposarsi meglio.
|
|
8 Febbraio 2003 |
Il Messaggero – Rieti
Montopoli: Le invenzioni di Accascina protagoniste al programma Rai Tre
"Occupati"
Le creazioni geniali di Guido Accascina protagoniste questa sera su Rai3,
nel corso della trasmissione "Occupati" in onda alle ore 20. Nel
contenitore di Rai spazio all'iniziativa di Accascina, ingegnere romano
trasferitosi a Montopoli, dove ha aperto un'azienda che produce aquiloni e
sculture volanti.
Un'attività che ha riscosso un tale successo tanto da "scomodare" le
telecamere della Rai.
Accascina, fra l’altro, ha dato vita all'Automata Museum, esposizione di
meccanismi automatici, sempre a Montopoli.
|
|
21 Dicembre 2002 |
Incontri
Automi al Museo Archeologico
Dal 22 Dicembre al 6 Gennaio 2003 (inaugurazione 21-12 ore 16,00) si terrà
al Museo Civico la mostra: "Automata al Museo di Magliano Sabina: sculture
in movimento " in collaborazione con il Modern Automata Museum di
Montopoli.
Gli Automata sono piccole sculture meccaniche realizzate in carta, legno,
metallo che ~ vengono messe in movimento dai visitatori.
La mostra esporrà automata realizzati da giapponesi, statunitensi,
tedeschi, inglesi, francesi, canadesi, sudamericani ed italiani.
Nelle giornate del 22 e 28 dicembre e 5 gennaio l'artista Luca De Pascalis
organizzerà dei workshop dedicati ai bambini maggiori di 7 anni
finalizzati alla costruzione di automata.
Venerdì, sabato e festivi dalle 9.00 alle 12,00 e dalle 15.00 alle 18,00
altri giorni
|
|
21 Dicembre 2002 |
Il Comune di Magliano Sabina
Gli Automata al Museo Civico Archeologico
Sarà inaugurata il prossimo 21 dicembre alle ore 16.00 nello spazio
convegni del Museo Civico Archeologico la mostra degli Automata,
organizzata dal Comune di Magliano Sabina in collaborazione con il Modern
Automta Museum di Montopoli.
Gli Automata sono delle piccole sculture di legno, carta o metallo che
vengono messe in movimento attraverso delle cellule fotoelettriche al
passaggio dei visitatori. Essi sono paragonati agli aikù giapponesi e sono
definiti "una piccola visione del mondo in un giro di manovella".
La mostra rimarrà aperta dal 22 dicembre al 6 gennaio e coloro ai quali la
visione degli Automata susciterà un interesse artistico e uno stimolo alla
conoscenza meccanica potranno cimentarsi nella loro costruzione. Sono
infatti previste tre giornate di workshop (22 e 28 dicembre, 5 gennaio)
finalizzate alla realizzazione di Automata, oltre ad uno shop di vendita
di Automata in kit di montaggio.
È di euro 2,00 il biglietto d'ingresso alla mostra, che osserverà il
seguente orario: venerdì, sabato e festivi
ore 9.00 - 12.00 e ore 15.00 -18.00; altri giorni feriali ore 9.00 -
12.00; il lunedì, il giorno di Natale e il giorno di Capodanno il Museo
rimarrà chiuso.
Il Museo Civico Archeologico è situato nel centro storico di Magliano, in
Via Sabina 19, ed espone permanentemente reperti archeologici provenienti
dalla Bassa Sabina, sia litici che ceramici, databili dal Paleolitico al
Medioevo.
L'ingresso al Museo è gratuito e gli orari sono quelli già indicati per lo
mostra.
È possibile organizzare visite gratuite al Museo prenotando
telefonicamente.
Questi i recapiti utili per informazioni sul Museo e sulla mostra degli
Automata: tel. 0744.910001;
e-mail: museo-civico-ms@libero.it
Per informazioni sul Modern Automata Museum www.modernautomatamuseum.it
|
|
20 Dicembre 2002 |
Il Messaggero – Rieti
Magliano Sabina: Automata al Museo
di Sergio Silva
Domani, sabato 21 dicembre, alle ore 16, al Museo Civico di Magliano
Sabina, sarà inaugurata la mostra intitolata "Automa al museo, sculture in
movimento". Allestita grazie alla collaborazione con il Modern Automata
Museum di Montopoli di Sabina, la mostra esporrà 44 automata realizzati da
artisti giapponesi, statunitensi, tedeschi, inglesi; francesi, canadesi,
sudamericani e italiani. I pezzi costituiscono un corpus itinerante che è
già stato esposto a Roma e a Modena.
Gli automata sono delle piccole sculture meccaniche realizzate in carta,
legno,metallo, nelle forme di animali fantastici, draghi, animali veri,
cammelli, pinguini, cavalli, persone, che possono essere messe in
movimento dai visitatori attraverso delle cellule fotoelettriche.
Ogni pezzo, per ragioni di sicurezza, è all' interno di una teca
trasparente; ciascun visitatore che lo vorrà potrà dall'esterno. dare vita
all'automata. La trasparenza del contenitore permetterà di osservare il
meccanismo di funzionamento e i movimenti dell'oggetto. Come, ad esempio,
accade allo stupendo batterista che suona il suo strumento come se fosse
vivo: gli manca solo la musica.
La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2003. Nelle giornate del 22 e
28 dicembre e 5 gennaio, l'artista Luca De Pascalis organizzerà dei
workshop dedicati ai bambini e ai ragazzi maggiori di sette anni
finalizzati alla costruzione di automa.
Un'occasione da non perdere neanche per gli adulti che, con la scusa di
portare i propri figli al museo, potranno. tornare bambini per un giorno;
giocando, divertendosi, insomma facendo un tuffo salutare nella loro
infanzia. Il costo del biglietto è di due euro e gli orari per visitare la
mostra sono dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 18.
|
|
6 Novembre 2002 |
Vivo Modena
Piccole sculture in movimento, gli Automata in mostra a Modena
Dal Modern Automata Museum di Roma arrivano in città oltre 50 piccole
sculture meccaniche realizzate in carta, legno e metallo.
Gli automata moderni – "piccola visione del mondo in un giro di
manovella"- uniscono l’invenzione meccanico-ingegneristica all’ironia
del fare artistico, muovendo al bello e alla curiosità di conscerne il
meccanismo.
All’interno dell’originale mostra promossa da Arte al contrario in
via Carteria 60/60°, sarà attivo un laboratorio didattico in cui i ragazzi
potranno progettare invenzioni meccaniche sul genere degli automata.
La mostra, che inaugura venerdì 8 novembre alle 17,30, rimarrà aperta fino
al 7 dicembre.
|
|
9 Aprile 2002 |
Topolino
Roma: Alla scoperta dei segreti del movimento attraverso tante piccole
sculture meccaniche.
Uomini e animali in carta, legno e metallo vi illustreranno in maniera
divertente come funzionano le leggi della meccanica.
E potrete costruire il vostro automa!
Al Museo dei bambini Explora, fino al 22 Aprile
|
|
4 Aprile 2002 |
Corriere della Sera
Incontri – Malcolm Brook
Incontro con uno dei più importanti ed apprezzati costruttori di "Automata",
la mostra attualmente in corso ad Explora.
Explora Museo dei Bambini, Via Flaminia 80, Roma
|
|
26 Marzo 2002 |
La Repubblica
EXPLORA - Sculture meccaniche: tecnosegreti in mostra
di Francesca Alliata Bonnier
Piccole sculture meccaniche crescono. O meglio si svelano. Da oggi "Explora",
il primo museo interattivo della capitale dedicato soprattutto ai bambini,
mette in mostra segreti e virtù di curiosissime "Sculture meccaniche in
movimento" grazie al contributo del comune di Roma e all'assessorato alle
Politiche per l'Infanzia. Tra rivelazioni ingegneristiche e
tecnoinvenzioni vedrete una collezione unica di draghi, orsi, gatti,
sirene, atleti, realizzati in carta, legno e metallo da artisti di tutto
il mondo e preziosamente raccolte nel tempo da Guido Accascina e Marina
Gigli, costruttori di aquiloni e giocoleria e fondatori del "Modern
Automata Museum" di Montopoli in Sabina. Ma il divertimento esplode alla
fine dell'affascinante percorso di cubi che ospitano i cinquanta e oltre
automata, quando ogni bimbo potrà costruire la sua scultura meccanica nel
laboratorio: il museo infatti nel costo del biglietto (6 euro) offre il
materiale necessario, nonché l'aiuto della guida, per cimentarsi nella
realizzazione del proprio automata. Firmato da voi e portato a casa. "Explora",
via Flaminia 80,063613776. Fino al 22 aprile. Orario visite guidate:
martedìvenerdì alle 9.30, 11.30, 15 e 17; sabato e festivi 10, 12, 15 e
17.
|
|
26 Marzo 2002 |
Il Manifesto
Il segreto del Movimento
Explora – Il Museo dei Bambini – Via Flaminia 80
All’interno del Museo interattivo costruito per i più piccoli, una mostra
nata per raccontare il segreto del movimento, e composta da piccole
sculture meccaniche realizzate in carta, lego e metallo da artisti di
tutto il mondo. Fino al 22 Aprile
|
|
25-Marzo-2002 |
Explora – Il Museo dei Bambini di Roma - Comunicato stampa
Il segreto del movimento: Sculture meccaniche ad Explora
dal 26 marzo al 22 aprile 2002.
EXPLORA, il museo interattivo realizzato soprattutto per bambini curiosi
di scoprire la realtà e il meccanismo delle cose, propone una mostra per
raccontare il segreto del movimento.
La mostra di automatismi esposta ad Explora, grazie al contributo del
Comune di ROMA, Assessorato alle Politiche per Infanzia, rappresentato
dall' Assessore Pamela Pantano, è una collezione unica: queste piccole
sculture meccaniche sono realizzate in carta, legno e metallo da artisti
di tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Francia al Canada,
dalla Germania alla Gran Bretagna.
Ciascun automata può essere definito come "una piccola visione artistica
del mondo", nella realtà e nella fantasia. L'uomo e l'animale,
protagonisti di questa mostra, sono rappresentati con arte e ironia.
Le invenzioni ingegneristiche che consentono il movìmento di queste
piccole sculture stimolano alla conoscenza meccanica e invitano a
cimentarsi con la costruzione di un proprio automa.
PIANO DELLA MOSTRA
Al primo piano di museo è allestito un percorso formato da cubi in legno e
plexiglas che ospitano una cinquantina di automata. Il pubblico può
muoversi liberamente in questo spazio, sperimentare e osservare i
meccanismi, confrontandoli tra loro.
IL LABORATORIO DI EXPLORA
sarà offerto ai bambini in visita con i genitori, durante il fine
settimana e ai gruppi scuola durante i turni della mattina, dal martedì al
venerdì. A tutti ì visitatori del museo saranno messi a disposizione i
materiali necessari per cimentarsi nella costruzione di un automata. In
linea con la filosofia di Explora - "imparare facendo" - gli animatori
guideranno i piccoli artisti inventori aiutandoli a progettare e
realizzare una scultura meccanica.
INGRESSO alla mostra incluso nel biglietto del Museo
Bambini € 6, Adulti € 5, Scuole e Gruppi € 5
ORARIO inizio visita:
Mart-Ven. 9:30, 11:30, 15:00, 17:00
Daniela Vaturi
Explora Museo dei Bambini scarl onlus
|
|
Aprile 2002 |
Io Donna
Il segreto del Movimento
A cura di Nicoletta Pennati
Il cammello si muove lentamente. con la tipica andatura sinuosa.
Un'orchestra suona, a richiesta, musiche allegre e vivaci. Un gatto si
esibisce in un numero da giocoliere con una serie di palline. Sono
soItanto alcune delle circa 200 sculture meccaniche esposte fino al 22
aprile nella mostra Il segreto del movimento all’interno di Explora,
il Museo dei bambini di Roma.
Realizzate in carta, legno o metallo da artisti italiani e stranieri
rappresentano, con arte e ironia, uomini, animali, figure fantastiche.
Tutte possono essere toccate e fatte muovere dal visitatori grazie al loro
meccanismi.
lnterattività è infatti la parola d'Ordine di Explora, museo privato non
profit, nato per offrire al bambini un modo diverso e divertente di
apprendere, anche creando, come in questo caso, sculture meccaniche
originali nel laboratorio didattico.
lnfo: tel. 06136005488; www.mdbr.lt.
|
|
23 Marzo 2002 |
Il Tempo
Mostra di sculture meccaniche ad Explora: Segreti in movimento
di Marco Salustri
Una piccola visione del mondo in un semplice giro di manovella. Così
possono essere definite piccole sculture meccaniche chiamate "automata"
con cui si misurano un ristrettissimo gruppo di artisti.
In tutto il mondo non sono più di 20 gli esperti che costruiscono le
piccole sculture meccaniche realizzate in carta, legno e metallo, dotate
di un sensore che aziona il movimento e di una parte meccanica a vista che
ne mostra il funzionamento.
Una raccolta di queste ironiche invenzioni ingegneristiche è in mostra da
ieri ( e fino al 22 aprile prossimo) ad Explora, il Museo dei Bambini, a
due passi da Piazzale Flaminio.
Provengono dal Modern Automata Museum di Montopolì Sabina, i piccoli
protagonisti di questa collezione, che Guido Accascina, Marina Gigli e
Luca de Pascalis, costruttori di aquiloni e giocoleria, hanno aperto negli
anni '80 per esporre opere di artisti inglesi come Spooner, tedeschi come
Ruffler e giapponesi come Saka.
|
|
2 Dicembre 2001 |
Il Messaggero
Inaugurazione - Montopoli, cento opere in mostra al Modero Automata
Museum
di Samuele Annibaldi
Sarà inaugurato, questa mattina, alle ore 11, a Montopoli, il Modern
Automata Muuseum.
Gli Automata sono piccole sculture meccaniche, realizzate in carta, legno
o metallo, che. vengono messe in movimento dai visitatori.
E' un modello unico in Italia, c'è qualcosa di simile solo in Inghilterra.
Il museo raccoglie circa 200 Automata, realizzati da artisti giapponesi,
statunitensi, tedeschi, inglesi, francesi, canadesi, sudamericani ed
italiani.
Un centinaio di opere sono esposte in modo permanente nel museo di
Montopoli, mentre l'altra metà della raccolta è un museo itinerante, in
tour, presso le strutture pubbliche e private, che ne facciano richiesta.
Il museo che si inaugura questa mattina, organizza anche visite guidate,
corsi per la costruzione di Automata, indirizzati a ragazzi e ad adulti,
tenuti da artisti e produce materiali didattici, video e libri.
Il luogo dove sorge il museo è parte della struttura del piccolo castello
di Vezzano, del XIX secolo dopo Cristo. Si trova a Montopoli, in via Case
Nuove n. 7. Gli orari che osserverà il museo saranno dal lunedì al
venerdì: 9-13 e 14-17. Il sabato e la domenica visite solo su
prenotazione.
"E' un museo riconosciuto a livello regionale - dice il direttore,
ingegner Guido Accascina - in Europa è uno dei pochi esempi di museo
meccanico".
Il Modern Automata Museum è a disposizione, per informazioni, ai numeri di
telefono: 0765/279821 oppure 0765/279559. Ulteriori informazioni dal sito
Interrnet www.modernautomataamuseum.com.
|
|
18 Novembre 2001 |
La Repubblica
Montopoli di Sabina - In mostra piccole sculture meccaniche: dal
cammello all'orchestrina di legno
(G.V.)
È un autentico gioiello quello che si inaugura oggi a Montopoli di Sabina,
40 chilometri a Nord di Roma: si chiama "Modern Automata Museum" e
raccoglie - come dice il nome stesso - una serie di automata, piccole
sculture meccaniche in carta, legno o metallo, che vengono messe in
movimento dai visitatori.
Il Museo ne mostra circa 200, realizzati da artisti italiani e stranieri,
fra cui giapponesi, americani, tedeschi, francesi. Tra questi, un
simulatore di cammello, che riproduce l'andatura lenta e sinuosa del
quadrupede con le gobbe; l'orchestrina in legno che suona musica dal vivo;
il volo di Icaro e il gatto giocoliere. Paragonabili agli Aikù Giapponesi,
gli automata moderni sono «una piccola visione del mondo in un giro di
manovella». L'ironia che li ispira, unita alle invenzioni meccaniche che
ne consentono il movimento, suscitano un interesse artistico e uno stimolo
"ingegneristico" che spesso induce il desiderio di cimentarsi con la
costruzione di un proprio automata.
Il Museo, ricavato nel piccolo Castello di Vezzano (IX secolo d.C),
organizza visite guidate e corsi di "costruzione". Per arrivare: uscita
Fiano Romano, Passo Corese, Montopoli. Info: dal lunedì al venerdì, 9-13,
14-17; sabato e domenica su appuntamento; tel. 0765.279821
(www.modernautomatamuseum.com ).
|
|
4 Aprile 2000 |
Corriere di Rieti
Alivola, il cielo in una stanza
di Antonio Fragassi
La camera dei segreti di Harry Potter è poca cosa rispetto a quella di
Guido Accascina, che ha messo il cielo in una stanza con i suoi aquiloni.
In quel di Montòpoli, l'ingegnere di Palermo ha reaIizzato il sogno di una
vita: creare cose geniali continuando a giocare, a 5O anni, e regalando
sorrisi a bambini e adulti.
Ha cominciato con gli aquiloni (l'azienda si chiama appunto Alivola), poi
si è inventato gli automata (piccole sculture meccaniche), e ancora un
negozio con mille diavolerie, tutto l'occorrente per i giocolieri del
circo.
Accascina, tipo apparentemente distaccato, è in realtà una miniera di idee
con il raro dono di unire la concretezza dell'ingegnere alla genialità del
creativo, all'insegna del gioco che è il leit-motiv della sua vita.
«Sono partito da Palermo - racconta - dove mia madre aveva un negozio di
giocattoli. Gli aquiloni doveva comprarli all'estero, fin quando mi chiese
perché io, che avevo finto gli studi in ingegneria, non provavo a
costruirne qualcuno. Nell'81, insieme ad alcuni amici presentai il primo
modello e nel giro di sei mesi la passione era diventata amore; ma la vera
svolta c'è stata con l'arrivo a Roma negli anni Ottanta: nell'87, facendo
un giro in moto in provincia all'Abbazia di Farfa, vidi il cartello.
"Vendesi" di una casa posta su una collinetta, in una zona che mi piaceva
molto per la tranquillità e il panorama che scopriva. Con mia moglìe
Marina decisi di acquistarla e qui dove siamo abbiamo ristrutturato casa e
ricavato ì locali per i laboratori, il resto è arrivato da sé».
Ormai la sua vita si divide tra casa e bottega e per nulla al mondo
Accascina rinuncerebbe à questo paradiso dei giochi. «Mi piacerebbe
insegnare ai ragazzi come si costruisce un aquilone - scherza -se il
presidente Ciampi dà uno stipendio fisso al sottoscritto e a mia moglie,
sono disposto a mollare tutto. Non voglio espandere ulteriormente
l'attività, anche perché se lo facessi, dovrei lasciare Montopoli e andare
in una zona artigianale o industriale,,non fa per me. Certo,qui non c'è il
mare e il mare di Mondello mi manca, eccome».
Volare con i piedi per terra è quasi una filosofia di vita: «Sa, non è
facile come sembra costruire aquiloni – spiega - io sono ingegnere ed i
conti devono tornare, per questo ci vuole studio e pazienza, ogni segmento
dell'aquilone deve essere messo al posto giusto, altrimenti non funziona».
A Montopoli,con lui che cura l'organizzazione, lavorano la moglie Marina
(progettazione e taglio), Aldo (amministrazione), Angelo (spedizioni) , e
Giuseppina (sarta). Dall'inizio a oggi, la '''produzione'' di Alivola ,è
passata dalle semplici losanghe per bambini agli aquiloni "professionali"
per adulti, fino agli spinnaker per i surf, da 8 a 20 metri a seconda
della forza del vento. Il materiale più usato è il Ripstop Nylon, 42
grammi di peso e una grande resistenza. «Una bella spinta - aggiunge -
l'ha data il sito internet, attivo da quattro anni, ma più in termini di
visibilità che di fatturato. Con il catalogo on line (è appena uscito
quello 2003/2004 ndr) abbiamo una vetrina in più, ma il nostro mercato è
essenzialmente in Italia, pur essendo in ottimi rapporti con l'estero, ìn
particolare con un’azienda francese». Nell'economia della wunderkammer di
Montopoli, una voce importante ce l'ha il negozio di "giocoleria", che ha
fornito,anche i circhi delle famiglie Orfei e Togni.
Un fatturato ,che cresce costantemente del 10-15% ogni anno, a ritmi più
vertiginosi cresce la voglia dell'ingegnere di mettere in pratica altri
progetti, il prossimo è già in volo.
I Progetti
In "Mr. Hula Hop", il sogno di Tim Robbins, protagonista del film dei
fratelli Cohen, era quello di "inventare qualcosa per i bambini". Mutatis
mutandis, è lo stesso sogno di Guido Accascina, che ha cominciato con gli
aquiloni e gli automata, ma vorrebbe fare un altro regalo ai più piccoli.
«Ci piacerebbe - rivela - realizzare un museo vero e proprio dove
accogliere le scolaresche per svelare i nostri segreti, ma servirebbe una
sede molto più grande di quella che abbiamo, non è possibile accogli ere
centinaia di ragazzi in uno spazio risicato come questo. Con le scuole
puntiamo a un progetto organico che dovrebbe coinvolgere a turno tutte le
realtà della Sabina. Per questo occorre una sensibilità maggiore. Pensate
che quando abbiamo inaugurato il museo degli automata, il presidente della
Repubblica Ciampi chiamò per scusarsi di non poter intervenire, mentre i
politici locali non si fecero vedere ... ». In attesa delle scuole,
l'ingegnere tira fuori un'altra idea meravigliosa: «Un sogno sarebbe il
museo dei pupi in versione automata, per me un ritorno alle origini
sicule, un modo antico ma sempre bello per divertire i bambini
insegnandogli la storia».
La novità
Automata, microsculture in movimento
Una mostra per aiutare Emergency
A come Accascina, aquiloni e automata. Questa è la parola magica che
indica le sculture meccaniche, in legno o carta, di piccole dimensioni,
che l'ingegnere panormita ha raccolto in un museo a Montopoli (uno dei due
al mondo, l'altro è a Yokohama, in Giappone), alcune realizzate da lui
stesso, molte da artisti stranieri, in tutto un centinaio di pezzi. «Basta
un semplice meccanismo azionato da un pulsante - rivela Accascina - e la
macchina si mette in moto. Una tecnica, perfezionata vent'anni fa
dall'inglese Peter Markey».
Nel mini museo sono riprodotte situazioni della vita di tutti i giorni
ispirate a temi di grande respiro.
«La filosofia che sta alla base degli automata è la fusione fra la parte
razionale, in basso, che muove tutto, e quella spirituale, che sta in
alto». Inaugurato il museo il 18 novembre 2001, Accascina, con la guerra
alle porte, ha ideato una sezione sul tema della pace. «La mostra è
diventata itinerante, conclude - è stata in Germania a Schloss Neuenburg,
nella Foresta Nera, a Brema e in Francia, a Nancy». Il ricavato andrà ad
Emergency, per sostenere l'opera del chirurgo Gino Strada al servizio dei
feriti di guerra.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|